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L'altra faccia dei tirocini Mae. Requisito economico necessario
Martedì 24 Gennaio 2012 09:23

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Se sei uno studente laureando o neo-laureato e desideri vivere un’esperienza lavorativa in una prospettiva internazionale, questa è un’opportunità da prendere al volo. Grazie ai programmi di tirocinio istituiti dalla convenzione tra il Ministero degli Affari Esteri e la Fondazione CRUI, avrai infatti la possibilità di svolgere un periodo di stage in Europa e nel resto del mondo.


Il Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con le università italiane che aderiscono al programma e il supporto della Fondazione Crui in qualità di gestore organizzativo, mette a disposizione ogni anno dei bandi per effettuare dei tirocini formativi di tre mesi (con possibilità di proroga di un ulteriore mese) presso rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali ed Istituti di Cultura


I tirocini, articolati di norma in tre diversi periodi dell’anno, nascono come punto d’incontro tra domanda ed offerta di stage e sono destinati a tutti quegli studenti italiani desiderosi di vivere un periodo di formazione on the job in Italia o all’estero. Rappresentano quindi un ottimo investimento per tutti quei ragazzi interessati a sperimentare un approccio concreto col mondo del lavoro, motivati a migliorare il proprio curriculum e a sviluppare una propria professionalità.

È di nuovo tempo di tirocini al Mae. Le candidature al programma di stage presso gli uffici del Ministero sono ufficialmente aperte da settimane, e per inviare la propria candidatura c'è tempo fino al prossimo mese. Partiranno infatti a maggio i vincitori del primo bando 2012 con possibilità di proporsi fino al 2 febbraio.

Tra i requisiti richiesti ai partecipanti, oltre a quelli determinanti ai fini della candidatura, sicuramente una comprovata conoscenza linguistica, spirito d’iniziativa, flessibilità, disponibilità e voglia di crescere da un punto di vista sia personale sia professionale. Un’occasione unica, un progetto ambizioso, insomma. Peccato che esistano sempre due facce della stessa medaglia.

Un altro requisito che uno studente deve avere per partecipare a questo stage, infatti, è la disponibilità economica, un ostacolo sicuramente non semplice da aggirare e che può fare la differenza tra il partire e il restare, nonostante le ottime qualità del presunto candidato. I tirocini Mae/Crui, pur nel loro riconosciuto prestigio, non prevedono nessun rimborso spese e il fatto che siano gli stessi Enti pubblici a promuovere stage privi di qualsiasi tipo di sostegno economico rende evidente, ancora una volta, il paradosso tutto italiano esistente tra la carte dei diritti del lavoratore e il mercato occupazionale.

I tirocinanti Mae/Crui vengono impiegati all’interno degli uffici del Ministero a costo zero, togliendo ai più la possibilità di confrontarsi con una stimolante realtà del mondo del lavoro.

Ma spezziamo una lancia, per una volta, a favore dello stivale. Circa un quarto degli atenei italiani aderenti al progetto, rendendosi conto della vergogna e del problema, ha finalmente deciso, a propria discrezione, di co-finanziare il programma, impegnando parte delle proprie risorse monetarie a sostegno degli studenti del proprio ateneo.

Non sarà la svolta del nostro Paese, non sarà l’inizio di una rivoluzione, ma è sicuramente un bel passo avanti e che potrà offrire a molti studenti il sacrosanto diritto di migliorare.



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